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Pubblicato/Aggiornato in data 17.02.2020
IN RICORDO DI BENIAMINO VICINO

La comunità del Liceo D’Azeglio, Dirigente, Docenti, Personale, Studenti, insieme a tutti coloro che hanno frequentato le aule della Scuola, ricorda con affetto Beniamino Vicino, anima dei laboratori scientifici, collaboratore prezioso di tantissimi progetti, capace di coniugare la scienza alla tradizione umanistica, e si stringe con affetto ai suoi familiari.

La funzione laica si terrà lunedì 17 febbraio alle 15.00 al Tempio Crematorio di Mappano.

 

Ringraziamento della famiglia:

 

Dimenticatevi i laboratori bui e polverosi… per Beniamino i laboratori dovevano essere qualcosa di vivo e di vissuto giorno dopo giorno. Fu lui a volere le bacheche nel corridoio per appendere le foto delle uscite con le classi e tutto ciò che poteva incuriosire in merito alla scienza i ragazzi che di lì transitavano. Fu lui a presentare alla scuola il progetto EEE e ad affiancare gli studenti che partecipavano alla rilevazione dei dati del rivelatore di particelle. E per tutti questi anni ha seguito (come disse con frase quanto mai calzante una ex collega di matematica) "con rigore nordico e passione mediterranea" gli studenti, e aggiungerei anche noi insegnanti, nelle attività pratiche di laboratorio, trasmettendo la sua competenza e facendosi amare dai ragazzi nonostante non risparmiasse loro aspri rimproveri quando non si comportavano secondo le sue indicazioni, sempre peraltro finalizzate a garantire la sicurezza nello svolgimento delle esperienze. Abbiamo fatto un pezzo di strada insieme,vulcanico collega speciale, e ci hai accompagnati nel lavoro con passione e sempre con grande sincerità e generosità che non dimenticheremo mai. Ora ci mancano le parole e troppi ricordi si affollano nella nostra mente. Grazie per essere stato accanto a noi, per aver lavorato con noi e averci insegnato tanto. Ci mancherai. Grazie della tua amicizia.

Ersilia Sada, Fiorella Macera, Mariangela Tomba

Ricordi. Incontri in corridoio o nel suo regno, i laboratori. Condivisione di giorni e di idee. Una lunga consuetudine, anche se un po’ a distanza. E poi la necessità di far visitare i laboratori a un ispettore o a un giornalista. La prima reazione era quasi di difesa dietro una maschera un po’ ruvida. Poi quando parlava dei suoi strumenti, delle procedure, del suo ruolo, dell’attenzione sui particolari, sempre senza lasciare che lo si mettesse al centro, l’orgoglio per i suoi laboratori e per un lavoro “ben fatto”. Grazie, Beniamino.

Giorgio

Giorgio Brandone

 

Caro Beniamino, ti saluto mentre ti penso guardando il mio rosmarino fiorito. Il tuo amore per la natura, quella natura vera che oggi è così fragile, ti accompagni e aiutaci da dove sei a praticarlo come tu avresti voluto. Ti ringrazio per tutto l'egregio lavoro che hai svolto per il nostro Liceo, anche spesso oltre il mero dovere, sempre con sguardo critico e intelligente.

Un abbraccio fortissimo
Chiara Alpestre

 

Vorrei condividere con tutti voi un pensiero e un ricordo di Beniamino. Una di quelle persone che se ne vanno in punta di piedi, ma lasciano il segno. E' stato per me un collega appassionato della scuola in tutti i suoi aspetti, ma soprattutto per i miei ragazzi un modello di passione, di condivisione, un punto di riferimento professionale ma anche un "amico" per i momenti di pausa e di sfogo. Una di quelle persone che hanno fatto della scuola un posto bello e importante in cui crescere.

Un abbraccio
Giuliana Besso

In una mattinata che sembrava come le altre mi sono arrischiata fino al piano dei laboratori scientifici. Ho varcato la soglia della pesante porta metallica. Che situazione ci sarà? Avevo un grande desiderio di far fare qualcosa di sperimentale ai miei allievi, anche "se siamo solo al classico". Come sarà il tecnico? Mi affaccio al laboratorio e ti vedo: "Entra, ti hanno già detto che qua vive un vecchio pazzo ed è meglio evitarmi?". Tante parole, poi subito al lavoro. Tante prove, tante esperienze inventate e reinventate quando i materiali "ufficiali" non erano sufficienti. Il rivelatore di particelle, lo trattavi come un bambino: curato, seguito, al di là dell'orario di lavoro, al di là della retribuzione. La magic box, con la quale inventavi mille rilevamenti. Hai appassionato tanti studenti allo studio della fisica, in tanti hanno proseguito, a volte anche a dispetto di una predisposizione che non sembrava esserci. Con successo. Poi sono dovuta andare via e un po' ci siamo persi. Lentamente, nel tempo. La scuola di Fisica che ti sei inventato ci ha tenuti appesi per un filo per un po' ma poi la vita mi ha distratta del tutto. Anche senza quella quotidianità, comunque, questa tua scomparsa mi ha lasciata sgomenta e angosciata. Un grande vuoto. Spero di trovare il modo per portare avanti qualcuno dei tuoi progetti o almeno i tuoi insegnamenti. Ciao Benja.

Sabrina Corrarello

 

 

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