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Il nulla nella letteratura e nella filosofia: Pirandello, Nietzsche-Heidegger
pubblicato in data
16.04.2018
 
 

LEZIONE INTERDISCIPLINARE SUL PROBLEMA DEL NULLA, CON INTERVENTI del preside emerito del Liceo “D’Azeglio” GIOVANNI RAMELLA e del prof. CONCETTO ROSSELLO docente di filosofia del Liceo “D’Azeglio”

L’incontro avverrà il giorno 23 aprile 2018, al Liceo Classico “M. D’Azeglio”, in Aula Magna, dalle ore 15,00 alle ore 17,00. La partecipazione degli studenti all’evento è attestata come credito formativo.

Il problema del nulla attraversa l’intera opera pirandelliana, tracciandola e sostenendola dall’interno. La presenza del nulla si intravvede nel discorso della dissoluzione dell’io, nel gioco di eccedenza e di dissolvenza di forma e vita, nella proiezione dell’ "ombra nera” in cui è illuminata la nostra esistenza, nella inconcludenza dell’accadere dell’essere. Il confronto con il nulla assume nell’opera poetica di Pirandello un duplice atteggiamento: di resistenza e opposizione, come avviene, per es., nel saggio L’umorismo e nel romanzo Il fu Mattia Pascal; o di resa e abbandono, come emerge specialmente nell’ultima produzione, nel romanzo Uno, nessuno e centomila e nel dramma incompiuto I giganti della montagna. L’ "ontologia del nulla”, il nichilismo pirandelliano, prende forma lungo il cammino che lega la riflessione sul “lanternino” presente in Il fu Mattia Pascal con quella del “non essere in me, ma in ogni cosa fuori”, tratteggiata in Uno, nessuno e centomila.

La riflessione sul nulla nel pensiero filosofico segue un duplice percorso che trova in Heidegger il punto di raccordo e trascrizione. Il primo percorso è tracciato lungo la via che va dalla meditazione agostiniana sul timor castus e sul timor servilis, al pensiero di kierkegaardiano sulla dimensione angosciosa e nullificante che segue e precede il peccato, a quello heideggeriano dell’angoscia come tono emotivo che svela il nostro nullo essere gettato nel mondo e chiama l’esserci umano ad assumere la morte come possibilità autentica dell’esistenza. Il secondo percorso muove da Nietzsche, dall’annuncio della “morte di Dio” come evento che segna il destino dell’Occidente, e che addita la venuta meno del principio di valore su cui è costruito l’Occidente platonico-cristiano. Il mutamento del principio di valore, la sua posizione nel modo della volontà che vuole se stessa, il suo accrescimento, rappresenta per Nietzsche la risposta all’esito nichilistico della nostra storia; per Heidegger, invece, essa rimane ancora ancorata alla metafisica, rappresentandone la conclusione più compiuta.

Concetto Rossello