[ 12 agosto 2010 ]

[ CENTENARIO NASCITA MASSIMO MILA ]


14 agosto 1910 – 14 agosto 2010

Nel centenario della nascita, il Liceo “Massimo D’Azeglio” ricorda Massimo Mila, allievo del professor Augusto Monti, supplente nell’anno scolastico 1931-32, esponente di Giustizia e Libertà, arrestato il 15 maggio 1935 e condannato a sette anni di carcere per “cospirazione politica mediante associazione per attentato ai poteri dello Stato”, ispettore militare partigiano e Commissario di guerra nel Canavese e nelle Valli di Lanzo, consulente della casa editrice Einaudi, musicologo e docente di storia della musica, alpinista e storico dell’alpinismo, uomo di scelte e d’impegno civile.

“Quanti sono a Torino, a Brescia e chissà dove, i giovani ai quali Monti è stato (…) Papà, da quella cattedra di liceo dove era il più temibile e il più affascinante dei professori di letteratura italiana? Siamo una confraternita di gente per cui essersi scontrati in quell’uomo e nel suo insegnamento, vuol dire averne riportato un’impronta che non si cancella, vuol dire essere diventati tali e non altri, esserci così e così comportati, avere assunto quelle tali responsabilità, in quel modo essersi schierati.” (Massimo Mila, “Augusto Monti educatore e scrittore”, 1949)

“Sono in compagnia - in ottima compagnia – e il tempo passa rapidissimo; sono in una cella esposta a mezzogiorno e di questo ha tratto un enorme vantaggio, non dico la salute, che ho sempre goduta ottima, ma il colorito e l’aspetto esteriore (…) Non sono le settennali catene che mi si gettano addosso quelle che incateneranno la libertà del mio pensiero: né riusciranno ad alterare o comunque a raggiungere la serenità perfetta del mio spirito. Io vivo molto al di sopra di queste piccolezze: e riesco anche abbastanza a sentirmi con voi, vicino a voi, continuamente.” (Massimo Mila, lettera alla madre, 13 marzo 1936)

“Dietro alla nostra resistenza, dietro alla resistenza dei francesi, dei russi, dei jugoslavi e dei greci, di tutti i popoli oppressi e ribelli al nazismo, stava una forza spirituale che chiamiamo cultura; dietro al Risorgimento c’è la cultura; dietro alla Rivoluzione francese c’è la cultura; dietro alla Riforma e dietro al Cristianesimo c’è la cultura.” (Massimo Mila, “Ancora sull’efficacia della cultura”, 1945)

Momento

a Cesare Pavese


All’ultima svolta del viottolo
la collina ti ride nel sole
e l’acqua lenta è uno specchio che accieca
ma non ci sono donne a specchiarsi
sulla riva sperduti e dominatori
guardavamo il lavoro degli uomini

Gentiluomini russi Tolstoj Dostoievskj
studiano la questione sociale
e vogliono amministrare le terre
e guardano il lavoro degli uomini
che si asciugano il sudore e li chiamano Bàtiuska
poi crollano il capo voltate le spalle
diffidenti

Sullo specchio del fiume il lavoro sonante
di muscoli al sole
Ma noi andavamo a vogare nel mattino
e non c’erano donne
oh ci vorrebbe una moviola
per fermare i momenti
quando si vive non si pensa
si pensa ne verranno degli altri
e invece non è vero
e nella stessa onda non ti bagnerai due volte
Questo è saggezza ma a che serve
saggezza di Eraclito Goethe e magari di Buddha
che veniva di sbieco sulla barca di Caronte

(Massimo Mila, “Sette poesie, con una nota sulla poesia che non si capisce”, 1946)

I testi di Massimo Mila sono tratti da:

  • Massimo Mila, Scritti civili, a cura di Alberto Cavaglion – con una nota di Giulio Einaudi, Torino, Einaudi 1995
  • Massimo Mila, Argomenti strettamente famigliari, lettere dal carcere 1935-1940, a cura di Paolo Suddu – introduzione di Claudio Pavone, Torino, Einaudi, 1999

 

 

 

 

 

 

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